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D'ALEMISMI ACUTI.

Satira di difesa 17/5/2009


Ne avevamo bisogno, il mondo della letteratura e più in generale della cultura tutta sentiva una vuoto, ed ecco che a riempirlo arriva il nuovo libro del Baffetto a Vela D'Alema. Costui viene riconosciuto da molti media e politici come inteligentissimo, come un grandissimo stratega, politico capace, nonostante sia un perdente nato.


D'Alema è in tour un po' su tutti i giornali, e anche alla festa del libro di Torino, per presentare l'ultima sua fatica “Il mondo nuovo. Riflessioni sul Pd “. Il meglio del D'Alema-pensiero, cioè fotto gli elettori e gli alleati e mi nomino presidente del consiglio. Avere consigli sul PD da D'Alema è come farsi consigliare da Erode sui bambini: può avere effetti collaterali, tipo la morte. D'Alema quando ha qualcosa-qualcuno sul cazzo, per toglierselo dai piedi vi partecipa, sabotandolo dall'interno. Ormai è come il bacio della morte, quando vedi che aiuta qualcuno per una elezione già sai che quel qualcuno è un perdente, stessa cosa per i vari progetti politici come il PD.


Questo 000 James Tont solo in due occasioni ha fallito, forse per distrazione, nel 1996 e nel 2006 ed infatti coincidono con le vittorie del centro sinistra. Nel 1998 iniziò il suo appoggio a Prodi, e infatti glielo appoggiò bene e ci fu un ribaltone facendosi nominare presidente del consiglio dalla maggioranza, ovviamente dei parlamentari, quale semplice cittadino voterebbe D'Alema, esentati i pazzi.


Ebbene ultimamente si sta riciclando come padre fondatore o grande statista e dispensa i suoi consigli a destra e a manca. In occasione delle varie presentazioni della sua ultima fatica letteraria lo statista sforna frasi ad effetto tipo : «Questa destra si può battere» «il centrosinistra italiano è una realtà straordinaria che rappresenta metà del Paese. Lo “sconfittismo” serve alla classe dirigente politica per non vedere i propri errori». Tutte belle parole, se non fossero dette da lui.


Riemerge anche la linea vincente da tenere per opporsi a Berlusconi : << dialogare>>, non c'è niente da fare la bicamerale lo ha lobotomizzato. Costui parla di futuro e di cose da fare come se fosse nato ieri, dimenticando che anche lui ha contribuito alla crisi italiana, da non confondere con quella mondiale. Il suo apporto politico al miglioramento della vita degli italiani è paragonabile alle sinapsi di Rutelli : zero. Adesso anche lui come Tremonti attacca la finanza, nonostante sia stato uno delle sponde politiche di Consorte e Rucucci alle scalate bancarie.


Ovviamente D'Alema può parlare tranquillamente dato che non c'è più memoria di questi avvenimenti, e soprattutto nessun giornalista gli fa domande. Infondo cosa sarebbe il berlusconismo senza D'Alema, forse meno vincente. La sua opposizione la si vede nella Redtv, che a sede nel palazzo di Puffo Puttaniere, o nei dalemiani come Bersani, i quali quando hanno un occasione per attaccare l'avversario (es. ballarò di martedì scorso) sulla pessima gestione del caso Alitalia- Malpensa, preferiscono dire un << Non ne parliamo>>, e il governo ringrazia.


ORA I NOMI.

Informazione 11/4/2009

A quasi una settimana dalla tragedia abruzzese, la rabbia monta nel vedere crollare ospedali scuole ed edifici vari moderni. Ora fuori i nomi dei responsabili, tutti, dagli imprenditori ai progettisti, dagli assessori passando per i sindaci e ai politicanti vari che giocano sulla pelle della gente.


Fuori i nomi di tutti i responsabili delle tragedie italiane passate, delle attuali e di quelle che potrebbero accadere perché qualcuno ruba sul cemento della scuola del ponte del palazzo da costruire. Il passato, cioè la storia, non insegna o non vogliamo ascoltare, dallo scandalo del Vajont non abbiamo imparato niente, si è continuato a lucrare sulla salute della gente.


Ora i nomi dei responsabili, non si può più ignorare e far dimenticare a tutti. Se non si riesce a condannarli almeno si faccia in modo che non facciano più danni. Aziende come l'Impregilo quanti morti devono ancora fare prima che vengano fermate definitivamente ? E così tutti quelli che permettono a queste aziende di andare avanti. Da Napoli all'Aquila, da Torino ad Acireale, l'Italia non deve più essere unita per delle tragedie.