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HA DETTO CHE CI PENSA LUI…..

Satira di difesa 15/9/2008



<<E almeno la miss l’abbiamo scelta bene>> abbaia SacchettoSacconi ad una sbigottita sala stampa, i giornalisti non hanno idea a cosa si riferisse, ma dato che sono privi di sacco scrotale per chiedere lo fanno continuare. << La nuova miss piace a tutti i sindacati dei lavoratori di Alitalia >> aggiunge ancora SacchettoSacconi, ma ancora i giornalisti presenti non hanno capito cosa cazzo vuole dire. Molti si rivolgono alla badante straordinaria Fantozzi, in cerca disperata di spiegazioni, dato che è dati tempi di Gasparri ministro che non si sentiva qualcuno delirare così.

<< Purtroppo il ministro SacchettoSacconi ha confuso Miss Italia con Miss Alitalia, che non è mai esistita tra l’altro >> Dichiara il commissario-badante straordinario Fantozzi, e aggiunge << Purtroppo dopo la riunione con i sindacati, gli è partito un embolo e delira>>.

<< Come mai ?>> domanda la stampa presente con un po’ di bava appesa alla UntuosoVespa.

<< Beh diciamo che i sindacati hanno detto che il nuovo contratto di lavoro possiamo ficcarcelo nel cu…valigia. Quindi il ministro a causa dello stress per aver pensato alla soluzione, pensate ben 20 minuti non aveva mai pensato così a lungo, ha iniziato a sparare cazzate >>.

<< E i familiari ?>> Domanda la stampa, mentre la saliva sta sommergendo tutti.

<< Non hanno notato la differenza>> dichiara secco Fantozzi.

A questo punto la nostra stampa, ma che dico il nostro giornalismo tutto, sa cosa fare. Conscio della drammatica situazione prenderà i giusti provvedimenti per fare informazione : necessita intervista a Miss Italia! E infatti subito si va dalla Miss per raccogliere le prime dichiarazioni dopo la proposta di Sacchetto Sacconi.

<< Cosa ne pensa della proposta di Sacconi>> chiedono i giornalisti a Miss Italia, ormai la saliva è a livelli altissimi e necessita k-way per tutti.

<<Beh Sacconi non è il mio tipo, e poi lo dovrei prima presentare ai miei genitori – e mentre Mirigliani gli toglie le mani dalle mutande, aggiunge – sono una ragazza seria>>.

<< No ha capito male, la proposta è per diventare Miss Alitalia sa per aiutare l’azienda>>rispondono i giornalisti in canotto e braccioli.

<< Eh ma io sono nata in Italia non in Alitalia, lo chiedesse a qualche ragazza nata lì>>.

Al nostro premier, il NanoDelleLibertà(sue), giunge la notizia all’orecchio. In realtà è stato avvisato dal solito Giordano che gli parla da sotto la scrivania con la bocca piena. L’idea a Ciuffone l’Arcoretano piace,probabilmente è la sua alimentazione a base di viagra che lo fa pensare così, ma l’accostamento passera aereo lo stuzzica.

<< Allora Sandro che ne dici Miss Italia sarà il simbolo della nuova Alitalia! >> dice il NanoInLibertà rivolgendosi alla sua badante BingoBondi.

<< Ottimo presidente, e tu Gianni cosa dici? >> risponde BingoBondi rivolgendosi al suo badante Gianni Letta.

<<Mi piace, ma la Miss accetterà? >> domanda Letta con quella faccetta furbina da evasore fiscale.

<< Deve accettare ! O la costringerò alle dimissioni e in più cambierò la legge elettorale per Miss Italia, così la sceglierà direttamente il partito>> farnetica Ciuffone e aggiunge << Già ce lo vedo, altro che tricolore, sulla coda degli aerei Alitalia ci metteremo la figa di Miss Italia>> conclude con fierezza il premier.

<< La Figaa!!!???>> in coro rispondono i badanti.

<< SI la FIGA! Si sappia questa è la soluzione definitiva del governo per risollevare le sorti di Alitalia >> dice con tono deciso il NanoInLibertà ai suoi interlocutori.

<< Ma presidente è sicuro – dice preoccupato BingoBondi, e aggiunge – se vuole mi sacrificherò io, metteremo il mio culo sugli aerei>>.

<< Nooo! LA FIGA! LA FIGA! LA FIGA! LA FIGA!...... >>.

A questo punto vedendo il premier diventare blu, i badanti capiscono che il loro capo è andato in overdose da viagra. Per fermarlo decidono di tramortirlo con una copia dell’Unità con l’inserto del libro di Marco Travaglio. Lo lasciano riposare così vicino alla scrivania con Giordano ancora intento al suo lavoro orale. Smetterà solo la sera al calar delle tenebre, quando un altro giorno di lavoro del governo sarà finito.